Radicamento degli agrumi per talea

Tutto ma proprio tutto sugli Agrumi. Dalla A di Arancia alla Z di Yuzu. Per i collezionisti degli agrumi ornamentali e per chi vuole un agrumeto.
bestinc
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da bestinc »

I've tried both z graft and t budding previously. I managed to fail on both haha. Its easiest to get scions when its winter here (0°C right now) which I think lead to their failure, along with my lack of skills. I've built an indoor light and had heating so I think it will be easier this year
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Lory
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da Lory »

You'd better save the budwood refrigerated and graft them only on vegetating rootstocks.
If the rootstock in not actively growing at time of grafting, lymph will not flow properly and scion will eventually die.
This is very likely to happen in winter when citrus plants are semi-dormant
Lorenzo
bestinc
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da bestinc »

@lory, I guess I will have to be patient and wait a couple of months. What do you like to grow?
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Lory
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da Lory »

I grow anything bearing eatable fruits :P
When i was in the Philippines i had several tropical species now, in Italy i have mainly remperate climate fruit trees and a few potted citrus (namely lemon and tangelo)
Lorenzo
bestinc
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da bestinc »

Ciao @Lory,

I hope you are well. I've heard of the shut downs over there. I wish you and your family are safe.

I've been practicing (and failing) at some grafts. I think it is still too cold here. How are things over there?

Thanks,
Greg
Scipio
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Re: Radicamento degli agrumi per talea

Messaggio da Scipio »

A proposito di talee, ho fatto un po' di prove con vari portainnesti e nella mia esperienza comunque limitata (dai 3 ai 6 rametti) in ordine di facilità di radicamento:
  • Carrizo: successo circa 80%, rami grossi e sani producono un callo vistoso e già in 3-4 settimane prime radichette.
  • Swingle: successo circa 60%, rami grossi e sani producono un callo vistoso e già in 4-5 settimane prime radichette.
  • Flying Dragon: successo circa 30%, callo poco visibile e anche 7-8 settimane prima di vedere le prime radichette.
  • Ibrido di Cleopatra: successo 0%, impiega moltissimo tempo a produrre un callo anche se stimolato mai viste radichette.
Per le talee da quello che ho provato conviene un substrato acido per evitare la proliferazione batterica, può comunque sviluppare qualche muffa se c'è abbastanza materia organica, talvolta fortunatamente in questi casi nella stessa materia ci sono larve di ditteri che le mangiano (poi ci si ritrova moscerini ovunque), ma è sicuramente meno problematico usare direttamente la torba o fibra di cocco. Conviene avere il substrato umido ma non intriso di acqua per consentire una certa aerazione al suo interno e ridurre i marciumi, sicuramente è essenziale mantenere l'atmosfera satura di umidità per impedire la traspirazione e quindi l'appassimento delle talee, per cui va tutto chiuso e imbustato evitando l'esposizione al sole perché in un sistema chiuso del genere può facilmente alzare eccessivamente le temperature e cuocere tutto. Le talee sono sempre state preparate su rami senza foglie e aventi solo delle gemme, se ce ne sono di grandi conviene eliminarle, ma comunque o anche se ce ne fossero una o due piccole in un ambiente chiuso non sbilanciano l'equilibrio di traspirazione, fare solo attenzione quando si controlla a non lasciarle fuori troppo a lungo perché in quel caso appassirebbero. Sono consigliate temperature attorno ai 24-28 °C perché accelerano la formazione del callo e la successiva radicazione per via dell'accelerazione dei processi metabolici, io ho usato sempre l'ormone radicante (auxine) sparso sull'estremità a cui scoprivo in parte la corteccia.
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Qua si vede chiaramente il rigonfiamento calloso rispetto alla linea del fusto, che si è formato in soli 22 giorni dalla preparazione della talea di Carrizo: si vede il taglio della corteccia, fatto per consentire la distribuzione della polvere radicante sulle parti esposte del cambio, che poi si è chiaramente rigonfiato per la moltiplicazione del tessuto, che ha cicatrizzato la parte esposta e sta cominciando a differenziare nei nuovi tessuti radicali. L'ormone (in questo caso un sale di acido indol-3-butirrico) facilita e velocizza la fase di differenziazione dei tessuti che comunque può avvenire anche semplicemente per la mancanza di luce nei punti sotterrati.
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Dopo altri 8 giorni soltanto le radichette crescono già a dimensioni sufficienti a consentire il trapianto della talea, che ha questo punto è in grado di bilanciare l'apporto idrico, conviene sempre estrarre la talea fornendo una pressione dal basso e ben distribuita (evitando di sfilarla dall'alto, il substrato sciolto e areato aiuta anche in questa operazione), ovviamente non conviene lasciare le radichette troppo esposte all'aria dato che si possono disidratare e sbilanciare l'equilibrio idrico fino a comprometterle ma ricoprirle in breve tempo con nuovo terreno sciolto. Se le radici sono sufficientemente sviluppate è probabile che anche le gemme dormienti si aprano, anche se può capitare al contrario che si aprano anche in assenza delle radici e in tal caso non durerebbero una volta estratte dall'ambiente chiuso a causa della traspirazione non compensata, quindi l'apertura di una gemma non è indicativo della radicazione avvenuta, conviene sempre controllare.

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