Avocado Modena, esperienze di coltivazione

Mango, banano, papaya, guava, litchi, longan, passiflora, ananas, fico d'india... per tacer del resto.
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Pancrazio
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Avocado Modena, esperienze di coltivazione

Messaggio da Pancrazio » sabato 14 settembre 2019, 2:15

Apro il topic per riunire qui le esperienze di coltivazione di questo avocado che è stato scoperto da @Lory staccando il discorso dal mango e dalle contigenze degli innesti.
Per prima cosa le foto di cui Lory è l'autore per ricordare di cosa stiamo parlando:

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Poiché questa pianta non è mai stata coltivata in italia, restano aperte molte questioni sulle sua coltivabilità nel nostro clima, e anche se sembra promettente ho pensato che un topic fosse il posto giusto dove poterlo verificare.
Questioni aperte:
La maturazione in clima tropicale è di 6 mesi: in che mese matura in italia?
Colore del frutto e dimensione dello stesso fanno pensare ad un ibrido messicano-guatemalteco: che resistenza al freddo ha? I guatemaltechi sono notoriamente i più delicati, i messicani i più robusti: la pianta potrebbe essere in un qualsiasi punto della scala. A che punto la pianta si danneggia?
Infine sarebbe interessante, se qualcuno riesce a ottenere piante franche di piede, valutare le risposta della stessa ai diversi tipi di suolo, sopratutto ai suoli calcarei.
E' un territorio del tutto nuovo: buona esplorazione!
Quello che non si condivide, si perde.
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Lory
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Re: Avocado Modena, esperienze di coltivazione

Messaggio da Lory » domenica 15 settembre 2019, 22:21

Allora, per ciò che concerne la tolleranza ai suoli alcalini/calcarei posso dire con certezza essere piuttosto buona dal momento che l'albero "padre" è cresciuto in una buca scavata nel guizo ovvero una sorta di ghiaia/sabbia calcarea di pezzatura eterogenea che poi avevo rimpito con terriccio, letame maturo di vacca/capra, fogliame e pula di riso.
Anche crescendo, quando le radici dell'albero hanno penetrato il compatto strato di guizo che fungeva quasi da vaso sotterraneo la pianta non ha mai mostrato segni di clorosi o carenze nutrizionali.
Devo comunque aggiungere che io fertilizzavo regolarmente con un 20-20-20 idrosolubile con microelementi.
Per ciò che concerne la resistenza alle basse temperature....beh, quella è tutta da verificare così come il tempo di maturazione con clima mediterraneo.
Posto alcune foto in cui si può capire la tipologia di "terreno" (se così si può chiamare) presente, la cronologia di sviluppo dell'albero praticamente dalla messa a dimora (era solamente un piccolo virgulto nato da un seme piantato in un normalissimo vasetto) nel 2013 passando per la prima solitaria infiorescenza a marzo 2016 per passare poi alla prima vera fioritura a febbraio 2017 con raccolta dei primi (4) frutti ad agosto dello stesso anno.
Allegati
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