Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Gestione dell'oliveto e del vigneto, e lavorazione dei loro prodotti.
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aliv67
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Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da aliv67 »

Volevo proporre un aggiornamento su Xylella fastidiosa a dieci anni dalla sua comparsa nel Salento.
Partendo da lì, in un decennio, ha distrutto 22 milioni di alberi d’ulivo, moltissimi centenari o millenari, cancellando in un batter di ciglia il paesaggio che aveva reso famoso il Salento in tutto il mondo e la memoria che quel paesaggio custodiva.
Io scrivo dalla provincia di Brindisi ormai completamente infestata ma purtroppo ci sono già segnalazioni dal Sud Barese, da quel che ho potuto osservare sembra muoversi al ritmo di 20 km\anno.
A titolo di esempio volevo riportare un paio di foto di un albero che era l'orgoglio di mio nonno e che ancora 6 anni fa produceva in media 2 quintali di olive l'anno:
IMG-20170312-WA0000.jpg
IMG-20170312-WA0000.jpg (130.03 KiB) Visto 288 volte
Ora è ridotto così:
IMG_20230930_094312.jpg
IMG_20230930_094312.jpg (192.05 KiB) Visto 288 volte
Per il resto i vecchi ulivi vengono estirpati per legna da ardere o per fare cippato per centrali elettriche a biomasse:
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IMG_20230607_111931.jpg (154.85 KiB) Visto 288 volte
IMG_20230607_111952.jpg
IMG_20230607_111952.jpg (182.03 KiB) Visto 288 volte
Ma la cosa più grave sono i vecchi uliveti ormai incolti che in estate vengono sistematicamente incendiati dai soliti ignoranti e.. credetemi, piange il cuore vedere quei vecchi giganti ridotti a tizzoni neri deformi in quello che ormai sta diventando un deserto.
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felix84
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da felix84 »

Ringrazio per la testimonianza,
dal Salento non posso che condividere quanto hai documentato per stato degli uliveti e problemi legati alla piromania.
Per anni ho viaggiato in aereo da Ronchi a Bari, atterrando in mezzo ad una foresta meravigliosa degli olivi baresi, pochi minuti che commuovono il cuore.
Senza esagerare, gli olivi in Puglia sono importanti, in scala, come la foresta pluviale. La progressiva scomparsa é una perdita comune per la nostra nazione.

Ho visto gli oliveti del Salento morire per scelte politiche drastiche e fumose, con vincoli per l'espianto dei "secolari" ed espedienti alla benzina ed al gasolio per "ripulire" il campo dove il Roundup non aveva avuto successo completo.

Odio la parola "autocombustione": nella campagna dietro l'oliveto quest'agosto è stato appiccato il fuoco per 4 sere di seguito fra ore le 20 e le 21. Anche quest'anno nelle nostre proprietà, grazie alle fiamme, una ventina di olivi è partita anzi tempo per il giardino dell'Eden.
Ogni anno il Salento (e non solo) brucia grazie a piromani seriali e, talvolta, organizzati.
I quotidiani online sono a testimonianza della "dolosità" (si veda S. Cataldo, marina "accesa" contemporaneamente su 4 diversi fronti a fine luglio).

Per la Xylella la faccenda è piuttosto bizzarra. Oliveti curatissimi secchi di fianco ad oliveti trascurati in perfetta salute. Oliveti con piante secche che, abbandonate, hanno polloni fortissimi e "a frutto" ("Cellina di Nardò",fra le più colpite). Ancora, altre piante di "Cellina" maestose e cariche di olive a Zollino, ignare di trovarsi in area fortemente colpita dal patogeno.

Altra curiosità é la sostituzione di oliveti secolari con nuovo impianto di "FS-17" e "Leccino". La "FS-17" a prezzi da speculazione selvaggia con non accertabile resistenza alla Xylella: oggi il brevetto ha 25 anni, troppo pochi per confrontarne la resistenza con esemplari secolari di varietà sensibili.

Per chi ha olivi, auguri per la raccolta e speriamo in bene sempre per il futuro.
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Lory
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da Lory »

Madonna che scenario :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
Lorenzo
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aliv67
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da aliv67 »

felix84 ha scritto: domenica 15 ottobre 2023, 23:07 Ringrazio per la testimonianza,
dal Salento non posso che condividere quanto hai documentato per stato degli uliveti e problemi legati alla piromania.
Per anni ho viaggiato in aereo da Ronchi a Bari, atterrando in mezzo ad una foresta meravigliosa degli olivi baresi, pochi minuti che commuovono il cuore.
Senza esagerare, gli olivi in Puglia sono importanti, in scala, come la foresta pluviale. La progressiva scomparsa é una perdita comune per la nostra nazione.

Ho visto gli oliveti del Salento morire per scelte politiche drastiche e fumose, con vincoli per l'espianto dei "secolari" ed espedienti alla benzina ed al gasolio per "ripulire" il campo dove il Roundup non aveva avuto successo completo.

Odio la parola "autocombustione": nella campagna dietro l'oliveto quest'agosto è stato appiccato il fuoco per 4 sere di seguito fra ore le 20 e le 21. Anche quest'anno nelle nostre proprietà, grazie alle fiamme, una ventina di olivi è partita anzi tempo per il giardino dell'Eden.
Ogni anno il Salento (e non solo) brucia grazie a piromani seriali e, talvolta, organizzati.
I quotidiani online sono a testimonianza della "dolosità" (si veda S. Cataldo, marina "accesa" contemporaneamente su 4 diversi fronti a fine luglio).

Per la Xylella la faccenda è piuttosto bizzarra. Oliveti curatissimi secchi di fianco ad oliveti trascurati in perfetta salute. Oliveti con piante secche che, abbandonate, hanno polloni fortissimi e "a frutto" ("Cellina di Nardò",fra le più colpite). Ancora, altre piante di "Cellina" maestose e cariche di olive a Zollino, ignare di trovarsi in area fortemente colpita dal patogeno.

Altra curiosità é la sostituzione di oliveti secolari con nuovo impianto di "FS-17" e "Leccino". La "FS-17" a prezzi da speculazione selvaggia con non accertabile resistenza alla Xylella: oggi il brevetto ha 25 anni, troppo pochi per confrontarne la resistenza con esemplari secolari di varietà sensibili.

Per chi ha olivi, auguri per la raccolta e speriamo in bene sempre per il futuro.

Ho volutamente omesso di parlare delle sciagurate scelte politiche in materia di contenimento della malattia anche se nutro forti dubbi sulla effettiva efficacia riguardo al possibile isolamento della stessa, forse ne avrebbe solo ritardato l'espandersi.
Tanto ancora ci sarebbe da dire sulla confusione che viene indotta negli agricoltori da quanto viene propagandato sui media ed in rete: Xylella, Sindrome di Disseccamento Rapido, chi nega tutto, chi spergiura riguardo l'efficacia di improbabili rimedi ecc...
Comunque, a mio avviso, anche gli agricoltori in questi ultimi decenni ci hanno messo del loro in termini di indebolimento degli alberi e impoverimento del suolo con pratiche a dir poco scellerate quali l'uso massiccio di disserbanti sistemici, potature drastiche per far legna senza trattamenti disinfettanti, l'uso di concimi chimici e non organici, l'impianto di nuovi uliveti con sesti talmente ristretti da risultare alla lunga insostenibili tanto che poi venivano abbandonati diventando ricettacolo di rogna ed altre malattie.
Io penso ( e spero )che le piante, come tutti gli altri esseri viventi, se vengono trattati nel migliore dei modi e stanno bene in salute potrebbero sviluppare le loro difese immunitarie e, nel tempo, imparare a difendersi da se.
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Lory
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da Lory »

Concordo al 1000% con tutto quanto hai scirtto @aliv67 !!!!
Lorenzo
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felix84
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da felix84 »

aliv67 ha scritto: lunedì 16 ottobre 2023, 22:48 Ho volutamente omesso di parlare delle sciagurate scelte politiche in materia di contenimento della malattia anche se nutro forti dubbi sulla effettiva efficacia riguardo al possibile isolamento della stessa, forse ne avrebbe solo ritardato l'espandersi.
Tanto ancora ci sarebbe da dire sulla confusione che viene indotta negli agricoltori da quanto viene propagandato sui media ed in rete: Xylella, Sindrome di Disseccamento Rapido, chi nega tutto, chi spergiura riguardo l'efficacia di improbabili rimedi ecc...
Comunque, a mio avviso, anche gli agricoltori in questi ultimi decenni ci hanno messo del loro in termini di indebolimento degli alberi e impoverimento del suolo con pratiche a dir poco scellerate quali l'uso massiccio di disserbanti sistemici, potature drastiche per far legna senza trattamenti disinfettanti, l'uso di concimi chimici e non organici, l'impianto di nuovi uliveti con sesti talmente ristretti da risultare alla lunga insostenibili tanto che poi venivano abbandonati diventando ricettacolo di rogna ed altre malattie.
Io penso ( e spero )che le piante, come tutti gli altri esseri viventi, se vengono trattati nel migliore dei modi e stanno bene in salute potrebbero sviluppare le loro difese immunitarie e, nel tempo, imparare a difendersi da se.
Condivido su tutta la linea, sulla resposabilità degli operatori nelle cattive prassi, sull'uso spregiudicato dei fitosanitari, come anche sui pensieri positivi e speranze nella reazione delle piante.

Forse lascerei fuori dalla lista la questione della coltivazione superintensiva con sesti d'impianto che prevedono olivi messi a 1 metro di distanza, lo sfruttamento intensivo dell'oliveto per 15-20 anni. Trattandosi di prassi relativamente recente, se è evidentemente contro un uso "sostenibile" delle risorse agricole, non la vedo correlata direttamente con l'indebolimento delle piante (ultra-) centenarie ed il loro relativo disseccamento in seguito ad infezione di Xylella o altro che sia.
Certo una pianta per 20-25 anni sfruttata in terreno asfittico, senza aria fra le piante in fila, pompata con concimi non necessariamente sarà la causa diretta di infezioni ad un oliveto secolare nel campo affianco.
E' una prassi che in tempi recenti abbiamo importato da "qualche" nostro concorrente in europa dell'ovest che porta sicuramente ad altri problemi di ecosistema.

Purtroppo mi scontro con la realtà di chi vive (viveva) con gli olivi, penso agli olivicoltori, come anche ai piccoli frantoi che non aprono da anni perchè sono con produzione propria azzerata o hanno spiantato i propri 4000 olivi secolari o gli altri frantoi che lavorano a intermittenza (cosa che penalizza l'utenza esterna abbassando la qualità del prodotto fermo nel cassone in attesa di molitura per giorni).
Il coltivatore amatoriale (è la situazione in famiglia e fra i parenti) non ha prima e neppure seconda attività di reddito negli olivi, quel che viene va bene. Si fa olio per la famiglia, non si vende niente, al massimo si regala a parenti ed amici qualche litro, si prendono quei pochi euro di contributi (se ci sono i termini) a mitigare la spesa della molitura (qui aumentata recentemente del 40%-50% a quintale rispetto al periodo precedente al 2019).

Spesso il coltivatore amatoriale ha un discreto numero di giovani piante (nostro caso) o una piccola "tenuta" con alcune decine di piante grandi, che uniscono l'utilità delle drupe all'aspetto ornamentale abbellendo il giardino attorno alla casa.

Se un olivo (o più d'uno) si ammala, entro le proprie quattro mura, si può provare - in barba alle direttive di abbattimento - a curare i malati con pulizia del seccume, reimpostazione di un pollone, spesso sanissimo, con annesse equilibrate concimazione/irrigazione e la pianta ripaga della fiducia in qualche anno forte di un apparato radicale imponente.
Al coltivatore amatoriale forse conviene più seguire questo iter che in molti casi vede coronato dal successo, oltre a risparmiarsi di attendere la crescita di un nuovo impianto previa eradicazione delle piante malate. Un pollone "sopravvissuto" e curato spesso ha una produzione superiore rispetto ad una giovane pianta di 2 o più anni messa a dimora.

Avere 100L di surplus di olio della precedente (buona) annata o avere soli 15L prodotti per un anno non cambia la vita dell'amatore.
Per un "professionista" che vive di olivi essere passato da "quintali" di olive da moltiplicare per migliaia (o decine di migliaia) di piante improvvisamente a zero è una tragedia.

Per quanto io non possa prendere in considerazione la prassi di sradicare i secolari malconci ed i limitrofi a favore di nuovi impianti (che richiederanno decenni per arrivare già solo ad 1/10 della fu produzione dei secolari nei bei tempi), comprendo l'ansia e la reazione disperata di chi prende decisioni drastiche per l'oliveto. Condanno comunque chi cerca di distruggere deliberatamente le coltivazioni proprie e altrui, incendiando o avvelenando con diserbanti sistemici e carburanti i terreni(sì, si fa anche questo qui in povincia: irrigazione con gasolio/benzina delle piante da poter segnalare come inequivocabilmente morte e poterle estirpare a norma di legge).

Nella speranza che chi è nel giro degli olivi, possa in questa stagione avere buoni o almeno decenti raccolti auguro ogni bene e tempo sereno per poter cogliere la pregiata drupa.
JoPalm
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da JoPalm »

Ho parlato con alcune persone della Puglia. A me sembra strano che alcuni pugliesi non credano ancora alla Xylella. A me invece fa paura solo a sentirla nominare anche se sono distante dalla Puglia, anche se non molto distante. Rimanendo in argomento qualcuno ha visto che evoluzione ha sulla varietà Minerva e Favolosa?
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aliv67
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da aliv67 »

JoPalm ha scritto: venerdì 5 gennaio 2024, 23:01 Ho parlato con alcune persone della Puglia. A me sembra strano che alcuni pugliesi non credano ancora alla Xylella. A me invece fa paura solo a sentirla nominare anche se sono distante dalla Puglia, anche se non molto distante. Rimanendo in argomento qualcuno ha visto che evoluzione ha sulla varietà Minerva e Favolosa?
Salve, per esperienza diretta posso dire che sulla Favolosa e su Leccino non sembra esserci attacco anche se i nuovi impianti non hanno più di 5\6 anni. La Minerva non la conosco anche se sembra essere una varietà di Leccino.
JoPalm
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Re: Aggiornamento su Xylella fastidiosa nel Salento

Messaggio da JoPalm »

Si @aliv67 Minerva dovrebbe essere una selezione Clonale. Ho ordinato la Favolosa giusto come precauzione per i prossimi anni.

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