Vite da seme e portinnesto fragola bianca

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felix84
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Vite da seme e portinnesto fragola bianca

Messaggio da felix84 »

Salve a tutti, sono neoiscritto, anche se leggo gli argomenti su questo forum da settimane come ospite.
Di recente mi è venuta l'idea di provare a coltivare vite da seme. Mi sono arrivati e mi arriveranno per posta dei "campioni" di vinacciolo.

Consapevole del fatto che ogni seme di vite genera una varietà per l'ibridazione, vorrei procedere come segue:
-Germinazione in alveolo (5x5cm) dei semi "campione".
-Coltivazione in fitocella "a piede franco" delle viti ottenute
-Contemporanea coltivazione in fitocella dei futuri "portainnesto" (la mia zona è affetta dalla fillossera, la trovo sulla parte "aerea" dei ricacci di portinnesto).
-Selezione degli esemplari che producono grappoli di caratteristiche apprezzabili
-Innesto di marze da esemplari "selezionati".

So che è un processo dall'esito incerto che richiederà anni prima di arrivare a qualche risultato.

Chiedo gentilmente se ha senso usare la vite di uva "fragola bianca" come portainnesto.
In vigna ne ho un paio di filari e la vedo molto vigorosa, mi andrebbe comoda per tentare di produrre una cinquantina di "talee" a costo zero.

Ho cercato in rete informazioni sulla resistenza alla fillossera, ma trovo informazioni contrastanti, chi dice "media" (vorrà dire resistenza "casuale"?), chi dice buona. Da mia osservazione la parte "aerea" della "fragola bianca" è sanissima, nessuna patologia visibile senza alcun trattamento fitosanitario. Quello che mi lascia dubbioso è l'affinità per futuri innesti con le viti (da provare fra qualche anno se le cose andranno bene) e la resistenza della radice di "fragola bianca" alla fillossera.

L'alternativa sarebbe produrre "talee" di portinnesti (ricaccio ipogeo da viti decedute) o acquistare portinnesti (vorrei limitare le spese, essendo solo un passatempo)

Qualcuno per cortesia mi può illuminare a riguardo?


Altra cosa curiosa è il discorso di "stratificazione" dei semi. Per prova ho gettato in un vaso temporaneamente senza coltivazioni (era destinato al coriandolo :oops: ) una dozzina di semi di "moscato"/"aleatico" appena estratti dagli acini in agosto'23 e in tre settimane sono germinati e hanno già prima/seconda foglietta. Sarà che i semi freschissimi non risentono della "dormienza"?
Sono incerto se provare a mettere subito in vasetto i vinaccioli, attendere che passino l'inverno e germinino in primavera, o far la tiritera in frigo nella carta umida per 3 mesi prima...

Intanto ringrazio per le eventuali risposte e per quanto già condiviso sul forum.
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Thomasdelgreco
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Re: Vite da seme e portinnesto fragola bianca

Messaggio da Thomasdelgreco »

Non so il motivo che ti spinge a selezionare da te dei vitigni , io lo trovo alquanto ostico , proprio all inversosimile molto più complicato dei frutti classici, e con tempi per esperienza biblici .
Almeno per i portainnesti sceglierei qualcosa di selezionato con le caratteristiche da te desiderate . Certo che se ti serve solo un piede resistente su cui innestare le viti da far crescere x selezionarle può andare più che bene. Le compatibilità tra le viti son una cosa complicata non tutte le cultivar vanno d’accordo con tutti i portainnesti .
Per la stratificazione dei semi non vedo perché farla in frigo se ci pensa la natura
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felix84
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Re: Vite da seme e portinnesto fragola bianca

Messaggio da felix84 »

Grazie per la conferma sulla bontà della fragola bianca come portinnesto di fortuna.
Secondo le tue conoscenze/esperienze la resistenza alla fillossera della radice di "fragola bianca" (non saprei dire se "Isabelle" / "Noah" o altro) è certa?

Quanto leggo in rete a riguardo è molto vago, quel poco che vedo (pergola di uva fragola, i due filari in vigna) la parte aerea è praticamente inattaccabile da fitopatologie, qui da noi. Sulla parte ipogea non so, non so neppure se sia "a piede franco", non c'ero quando le piante sono state acquistate messe a dimora, ma sospetto di no, essendo certamente di provenienza commerciale (scommetterei su barbatelle innestate).

Il motivo di questo iter è presto detto: si tratta di un esperimento per passatempo/curiosità. Qualunque sia l'esito mi sarà stata un'esperienza pratica utile. Nel piccolo mi sto cimentando anche con la riproduzione da seme di agrumi, con tutto quel che ne consegue (acari rossi, cocciniglia, minatrice) ed è una sfida interessante che porta soddisfazione ad ogni, anche piccolo, successo. Vedere il frutto di una pianta "lenta" a fruttificare è qualcosa di straordinario. (OT:) Con tutti gli alberi di limone in produzione nel frutteto sono sempre là a controllarmi il limone "selvatico" che dopo forse 15 anni di fallite tentate estirpazioni quest'anno porta 4 frutti che stanno diventando di dimensioni "quasi apprezzabili". (Fine OT)

L'idea nasce dall'aver trovato semi di vinacciolo in vendita a prezzi risibili e quantità un po' abbondanti (ma va bene così, dice la teoria statistica :wondering: ). Con la consapevolezza di aver per le mani certamente materiale "ibrido", e di cui non si potrà contestare a posteriori neppure la dichiarata "maternità" dei semi, senza esami genetici che sono fuori dai miei orizzonti, ovviamente.

Penso che fino alla selezione delle piante in base al frutto prodotto non avrei bisogno di innestare, cosa invece (probabilmente) consigliabile nel caso in cui volessi render le piante "piantabili" in piena terra. Sul portinnesto, quindi, il tempo è una carta a favore, potrei anche cominciare ad interessarmene "con calma", ma ci sto già pensando (sfruttando il materiale biologico già a disposizione, se conveniente). Valuto che, per un numero spropositato di semi "campione", tenterei una cinquantina di talee per il portinnesto, che si ridurranno ulteriormente per le talee non riuscite, insomma un numero piccolo giusto per sperimentare (non basterebbe per riempire neppure un filare).

Sull'affinità del nesto col portinnesto, là è proprio sperimentale, trattandosi di "nuove varietà" sull'ipotetico nesto (che ad oggi non è neppure stato seminato!). Oltretutto dei papabili "portinnesti" in campo (vecchie viti anni '80/'90 passate a miglior vita) non conosco i dettagli, salvo che siano attaccabili dalla fillossera nella parte aerea e non temano niente, neppure di esser estirpati a picconate, in quanto rispuntano ad ogni occasione e fanno vigorosi tralci ipogei per tentare di colonizzare tutto autoriproducendosi per propaggine. Avendo centinaia di metri di tralcio di "fragola bianca" che in potatura vanno tagliati mi è venuta l'idea di candidare questa varietà a portinnesto (scartando ovviamente aleatico/moscato, meno vigorosi e certamente necessitanti loro di un buon portinnesto). Mi rendo conto che, se fra una dozzina d'anni volessi provare a commercializzare qualcosa, dovrei soddisfare i requisiti burocratici/commerciali/legali/fitosanitari, incluso l'uso di portinnesto "noto" per passaporto sanitario etc., per ora non è proprio questo il caso, ci si penserà poi, è troppo "in là".

A riguardo della stratificazione naturale, concordo pienamente col suggerimento. Anzi, in condizioni "normali", sarebbe l'ideale dal punto di vista "pratico", lasciare alle intemperie per l'inverno gli alveoli, non pensarci per un pezzo e vederne spuntare i germogli in primavera (sotto il moscato sono spuntati che ormai era estate, quest'anno).
Purtroppo la zona è infestata da topi ineliminabili con metodi "meccanici" e "chimici" che sistematicamente mi decimano il 75% degli ortaggi, degli agrumi e altro che faccio germinare sia per l'orto che per "sperimentazione". Prima distruggono la semente scavandola dal letto di semina (pare siano particolarmente attratti dall'amaro dei semi di agrume), poi rosicchiano le giovani piantine troncandole rasoterra. Delle sopravvissute (anche grandi, come limoni già alti da 50cm a 150cm) si dilettano a scavare cunicoli nei vasi ogni notte. Questo sia nella piccola serra fredda, sia all'aperto. Insomma un vaso nuovo è come un invito a cena in ristorante di lusso per questi roditori :evil: .

Per i miei ultimi esperimenti ho riservato un angolo di un locale verandato in disuso della casa, richiede più cura (annaffiature regolari), ma almeno non mi devo preoccupare degli implacabili roditori. Da qui il dubbio sul "vernalizzare" artificialmente il vinacciolo o seminarlo subito e sperare in un buon esito.

Per la germinazione mi crea confusione il fatto che a breve (qui entro le prime settimane di dicembre) le piante di vite perderanno le foglie e non ho idea di cosa succederà ai germogli di aleatico/moscato nati nel vaso delle aromatiche, se perderanno le fogliette, se moriranno durante l'inverno, se (solo ipoteticamente, questo proprio non lo farò :lol:) possano mantenere le foglie e sopravvivere all'inverno in ambiente protetto (cosa sperimentata con successo in serra fredda per peperoni e qualche pomodoro in vaso negli ultimi anni).

Grazie ancora e scusate se sono un po' "lungo" negli interventi!

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