Ulivo al nord in montagna

Gestione dell'oliveto e del vigneto, e lavorazione dei loro prodotti.
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OrtoNaturale
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Ulivo al nord in montagna

Messaggio da OrtoNaturale » sabato 5 novembre 2016, 13:44

Salve, vorrei che chi ha esperienza con la coltivazione di ulivi al nord e nella zona alpina, condividesse su questo forum.
Ora abito nel vicentino vicino a Valdagno e Schio. Qui l'ulivo raggiunge i 700 m di altitudine con inverni che arrivano tranquillamente a -10/-12. Chiaramente a queste altitudini, c'è meno umidità rispetto alla pianura, il che dovrebbe aiutare la pianta durante i periodi più freddi. In pianura a Vicenza, dove gli uliveti sono diventati ormai comuni, durante i mesi di dicembre o gennaio le minime possono essere anche più basse che in collina a 6/700 m, per via dell'inversione termica, mentre le massime sono chiaramente di 2/3° superiori.
Queste sono le medie a gennaio a Vicenza (periodo 2010/2016):
Minima -1,83
Media 2,14
Massima 7,27
La minima assoluta è del 02/2012: -11.
Qui non siamo in una zona particolarmente protetta coma Bassano o il Garda con temperature particolarmente miti eppure anche in queste condizioni la coltura dell'ulivo si sta sviluppando bene.
La raccolta è iniziata qualche settimana fa e non è ancora finita. Chiederò a un proprietario qui vicino quali sono le cultivar che coltiva, tanto per avere un'idea.
Avete altre esperienze voi del nord?
Grazie a tutti.
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Pancrazio
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da Pancrazio » sabato 5 novembre 2016, 14:39

In toscana, in pianura è molto diffuso e quindi non fa notizia.
Conosco questo impianto, semiabbandonato, con piante non particolarmente in salute:

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Non ti saprei dire l'altezza, comunque con google earth dovresti farti almeno una idea di massima. Stando alla mappa usda che ho sviluppato, siamo in piena zona 7b. Sicuramente ti posso assicurare che si è del tutto fuori dalla zona del lauretum e siamo già decisamente nel castanetum. Non ho idea delle cultivar, e suppongo che l'aspetto smilzo delle piante sia dovuto a quello che per l'olivicoltura toscana è stato il disastro epocale, vale a dire il 1985.
Quello che non si condivide, si perde.
OrtoNaturale
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da OrtoNaturale » sabato 5 novembre 2016, 15:10

Nella zona di Bassano del Grappa ci sono esemplari molto grossi e in ottimo stato. So che hanno superato i -10 di qualche inverno fa. Le cultivar dette meno resistenti hanno sopportato meglio perché in quel momento erano in riposo vegetativo...
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kller
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da kller » sabato 5 novembre 2016, 19:23

diciamo che già qui in puglia (io sono di Andria il territorio piu olivetato d'italia) ci sono posti, nemmeno tanto in altura (anche meno di 700mt di altitudine sulla murgia) dove in passato le gelate eccezionali hanno totalmente distrutto le chiome e gli ulivi sono ripartiti dal basso. l'ulivo è una pianta mediterranea e non ama in generale le gelate. inoltre l'umidità eccessiva porta a problemi di occhio di pavone e mosca olearia e tignola, il che significa specie sule piante giovani per i primi 2 anni, irrorare con il ramato piu insetticida a cadenza settimanale . se devi fare un sesto nuovo non credo sia l'ideale farlo lì. poi c'è da valutare anche la tipologia di piante che intendi impiantare. se sei in collina con terreno calcareo o molto scheletrico, dovresti andare sulle innestate. detto questo però hai anche il rischio che la gelata di distrugga le piantine giovani. valuta se ti conviene un impianto. Non ho dati relativi a molte cultivar tra cui la nostra coratina ( se non quello di dave's garden che mi sembra poco attendibile, perche danno come limite usda 10a, ma corato, citta dalla quale prende il nome la cv, è già zona 9), ma per altre vedi qui: Per vedere i link effettua il login! - Please Login to see links!.
comunque in generale scordati i tronchi monumentali che puoi vedere nell'estremo sud (qui sono grossi, ma un po per la cv, un po per il clima, non arrivano sicuramente ai "mostri" salentini)
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da OrtoNaturale » sabato 5 novembre 2016, 20:54

Beh @kller, mi inchino all'esperienza della regione per eccellenza (senza offendere gli altri) dell'ulivo...
Chiaramente non mi immagino minimamente poter riprodurre i maestosi ulivi del sud ...purtroppo :cry: . Diciamo che mi piacerebbe vedere gli alberi crescere e magari fare qualche oliva.
Tornando a quello che posso osservare in zona, sicuramente si tratta di cultivar diverse e soprattutto acclimatate gradualmente a temperature più basse. Questo forse spiega i danni maggiori delle incursioni di aria fredda al sud. Nel bassanese ci sono ulivi con tronco di 30 cm. Non sarà un granché per chi vive nel sud, ma per me è già un sogno. Per ciò che riguarda l'umidità, le zone collinari o di bassa montagna, sono appunto migliori rispetto alla pianura (parlo sempre del Veneto).
Interessante il documento che hai messo in link. Si vede una certa tolleranza alle temperature sotto zero fino a circa 10 gradi e anche oltre (in funzione delle cultivar). Questa tolleranza sembra essere confermata anche dalle esperienze sul Garda e sempre nel Bassanese dove sono state raggiunti nel 2012 i -10/-12°. Gli eventuali danni non sono stati insormontabili.
Comunque appena posso posto delle foto degli uliveti in zona (sempre col dovuto rispetto nei confronti di Puglia e tutto il centro-sud ;) ).
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da kller » domenica 6 novembre 2016, 6:16

se l'utilizzo è quello ok, puoi provarci senza problemi, pensavo avessi intenzione di fare un impianto per la produzione. ti consiglio a questo punto di procurarti qualche olivastro, magari cresciuto da sotto a quelli già presenti nella zona ed e abbastanza grande, ricoltivarlo e innestarlo. fai scavare le buche profonde circa mezzo metro e larghe 1, così da agevolare subito lo sviluppo radicale. il rischio di impiantare piantine piccole è quello che se salta l'impalcatura per freddo o fitopatologie varie è che rischi di trovare una pianta che poi non cresce piu bene. viceversa se prendi degli olivastri già cresciutelli (e dove ci sono stati i danni da gelata o da incendio ne trovi tanti), te li fai estrarre con l'escavatore, con una parte di radici e rimuoverai quasi tutta la chioma. in un paio di anni saranno pronti per ricevere gli innesti e in 3 dalla piantumazione vedrai belle olive. Alternativa 2 è quella di farti le piante giovani come le facevano i nonni, ovvero dai ceppi di potatura, e credo che questa sia la soluzione piu economica, ma ci metterà almeno 10 anni prima di vedere olive. in base a quanto sei disposto a spendere per la piantumazione. Io sto per togliere qualche olivastro ricresciuto nel mio nuovo podere, che era stato colpito da un incendio quando era del vecchio proprietario, e mi ritrovo ora con una 50ina di ceppaie da sistemare, qualcuno è ricresciuto come autoradicata, altri come olivastri e altri misti. tra qualche settimana dovrò procedere all'operazione di pulitura delle ceppaie. se ti può interessare ti dico cosa ho levato e vedi tu se vuoi mettere il camion te li vieni a prendere.
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da kiwoncello » domenica 6 novembre 2016, 12:47

Indubbiamente il clima sta cambiando tanto che ormai si parla tranquillamente di coltivazioni al nord non proprio caldo di essenze altrimenti da climi più temperati, vedi olivo. La mia perplessità è che è sempre incombente l'annata particolarmente gelida dopo anni di mitigatezza, nel qual caso verrebbe fatta strage di essenze "anomale". Focalizzandoci sugli olivi, anche se sulla carta possono sopportare puntate ben sotto zero senza immediati danni apparenti, è inevitabile che subiscano microlesioni corticali che diventano veicolo di infezioni varie e nel tempo le piante ne soffrano....
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da OrtoNaturale » domenica 6 novembre 2016, 19:23

Il cambiamento climatico è sicuramente un fattore positivo (sotto questo aspetto). Per le annate fatali, bisognerà armarsi di paglia e foglie secche per coibentare i tronchi sperando in una ricrescita l'anno seguente :cry: ...
È più o meno quello che succede ovunque al nord. Anche in Romagna può fare molto freddo eppure gli ulivi sopravvivono e anzi l'olio è di ottima qualità (a parer mio).
@kller, ti ringrazio per le spiegazioni e per la tue gentilissima proposta. Sarei anche tentato ma mi chiedo se non sia meglio partire da olivastri cresciuti qui in zona, quindi già selezionati e acclimatati...
Il mio terreno è a 550 mt d'altitudine vicino al lago di Santa Crocie (Pieve d'Alpago) esposto a sud-ovest (sole dalla mattina alla sera), tra Vittorio Veneto e Belluno. Il sito è molto ventilato e secco, quindi sono escluse l'inversione termica notturna, la nebbia e la galaverna.
Poca escursione termica. Dal 2010 a oggi, la media delle minime a gennaio è di -1,19; la media 1,38, massima 4,89. Minima assoluta di febbraio 2012: -11. I mesi da ottobre a marzo sono i meno piovosi in assoluto, in particolar modo dicembre e gennaio.
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da Pancrazio » lunedì 7 novembre 2016, 0:54

Ciao! I dati meteo come li hai ottenuti? A che tipo di stazione si riferiscono?
La minima del 2012 è abbastanza pesante.
Quello che non si condivide, si perde.
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Re: Ulivo al nord in montagna

Messaggio da OrtoNaturale » lunedì 7 novembre 2016, 10:57

I dati li ho recuperati dal sito dell'Arpav. Si riferiscono alla stazione di Torch (altitudine 590 metri) che dista pochi km dal mio terreno (più in basso a 550 metri e spesso con circa mezzo grado in più).
Mi sono fatto un programma per analizzare i dati del sto Arpav e per fare dei confronti con altre stazioni. Appena riesco metto il link per chi è eventualmente interessato...
Comunque tornando al febbraio 2012, la giornata più fredda (precisamente -10,6°) c'era un umidità media di 53,5%. Altre stazioni di pianura hanno registrato minime equivalenti o più basse, spesso con umidità maggiore.
Qualche esempio di citta d'alta pianura
Vicenza: -11,30° - 66,58%
Castelfranco Veneto: -11,50° - 54,5%
Farra di Soligo: -10,80° - 53%
Bassano del Grappa: -9,60° - 56%

Chiaramente non è per cavillare :D (anche perché bisognerebbe essere certi dell'esattezza dei dati raccolti dalle stazioni) ma è soprattutto per fare confronti chiari con stazioni dove gli ulivi sono ben presenti.
Appena possibile metterò dati meteo più precisi del terreno...
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