Nuovo impianto di ulivo

Gestione dell'oliveto e del vigneto, e lavorazione dei loro prodotti.
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Pancrazio
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da Pancrazio » giovedì 27 giugno 2019, 0:12

Pare che il leccino sia davvero "resistente" quello che non mi è chiaro è se con resistente si intende una pianta che resiste vivacchiando e magari anche producendo, o una pianta che ci mette 10 anni a morire ma poi muore lo stesso.
Quello che non si condivide, si perde.
kller
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » giovedì 27 giugno 2019, 11:29

il leccino anche se infetto è difficilmente distinguibile da uno non infetto, idem vale per la fs-17 che mostra una carica batterica di molto inferiore a leccino. resta perfettamente produttivo come tutte le piante dichiarate resistenti. sostanzialmente si fa uno screening di 3 anni, si valuta sia la percentuale di piante che si infettano, relativa carica batterica e anche il danno. laregola è che più la pianta è satura di batterio, più è infettiva e più danno mostra sulla chioma, dovuto all'ostruzione dei vasi xylematici all'altezza delle branchette. le piante quindi sono catalogate in resistenti se ai 3 anni hanno un tasso di infezione <10%, poi quelle comprese tra il 10 e il 15 e il 30% e quelle oltre. Ad es la frantoio subisce un danno/infezione superiore al 20-25% e quindi vivacchia ma nel lungo periodo diviene non economicamente conveniente, e nello stesso tempo comunque ha una infettività elevata. la Coratina resta asintomatica per 2 anni e qualche mese dall'innoculo, ma poi smette di produrre e in 5 anni non tira più nemmeno i polloni. altre cv molto vulnerabili sono, oltre alle classiche, ogliarola salentina, e cellina di Nardò: Ascolana tenera, itrana, coratina, pendolino, bella di spagna, cima di mola (che poi è sempre ogliarola salentina), nocellara etnea, nocellara messinese, nolca, carolea, don carlo, arbequina, arbosana, koroneiki, peranzana,, picholine, cipressino, dolce di cassano, nociara, ogliastro. la cima di melfi sebbene rientrante nella categoria intermedia, tende ad avere un danno più prossimo al minimo della categoria e quindi qualcosa si raccoglie. si parla di tolleranza quando in presenza di un'alta carica batterica, non si mostrano sintomi, mentre si parla si resistenza quando la carica batterica è bassa o nulla. nel caso di X.F. spesso sono usati termini non proprio precisi, anche nei paper, ad es lo chiamano ancora co.di.r.o. ma non si chiama più così da tempo immemore, ovvero da quando è stata dimostrata la correlazione tra infezione da xf e disseccamenti.
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » giovedì 27 giugno 2019, 11:33

Alexstra ha scritto:
mercoledì 26 giugno 2019, 15:18
Secondo voi la fs17(favolosa) in un sesto tradizionale 6x6 o magari visto che lo permette 5x5, raggiunge dimensioni più pari altri alberi o rimane sempre bassa e non vigorosa? In tale sesto avrà una produzione più ricca in kg o produrrà quantità ridotte? Con tale sesto secondo voi è possibile i piantarla anche senza irrigazione? Grazie
alle nostre latitudini la fs-17 va bene fino a 800 piante ad ettaro. in toscana si mantiene bassa, ma vi assicuro che se la piantate in superintensivo dal 12 anno iniziano i casini. io le piante le ho messe in un sesto "tradizionale del nord barese" che alla fine è un intensivo intorno alle 400 piante ad ettaro. p.s: io aspetterei ottobre quando ci sarà la conferenza di Ajaccio e probabilmente saranno rese pubbliche le nuove cv certificate resistenti.
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » giovedì 27 giugno 2019, 11:41

Nella foto in allegato una fs-17 di 18 anni in un sesto di 600 piante/ha in agro di Molfetta (ba)
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da christian » giovedì 27 giugno 2019, 12:36

Scusate, ma non ho capito.
Se non si trova qualche cura tra qualche anno tutte le cultivar di ulivo non resistenti( e quindi il 99.9%) non si potranno più coltivare?
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » giovedì 27 giugno 2019, 12:47

la cura è quasi impossibile con vettori infetti fino al 70% (nei paesi dove è endemica il numero dei vettori infetti è circa il 20% e per loro è già altissimo). Ormai non si può nemmeno eradicare, ma solo contenere per salvando temporaneamente le altre cv, e in attesa che se ne selezioniamo altre dai semenzali. Non esiste nella storia dell'umanità una batteriosi vegetale curata (anche la stessa rogna, viene mitigata nei sintomi dal rame, ma la pianta una volta positiva ci resterà a vita). Curare milioni di alberi è impossibile, specie perchè è impossibile sapere prima dove è presente l'infezione (si manifesta tra i 720 e i 1000 giorni dopo). Può aver senso provare a curare qualcosa di pochissimo suscettibile, ma comunque gran parte delle cv le perderemo. i disseccamenti sono la fase terminale della patologia (insomma la pianta è già arrivata alla fase terminale). Anche con i sovrainnesti, per quelle piante prese all'inizio dei sintomi, la ripresa è molto lenta (ecco perchè suggeriamo di iniziare a innestare prima del manifestarsi dei sintomi e possibilmente quando la pianta non è ancora infetta). per quel che riguarda i tronchi monumentali che caratterizzano il ns paesaggio, sono fortemente pessimista, nel senso che anche con gli innesti, questi produrranno nelle parti delle cv suscettibili polloni che disseccheranno (a settembre), rendendo più onerosa la coltivazione, nonchè nel lungo periodo le carie e gli stress meccanici porteranno alla perdita dell'innesto. ultimo e non ultimo quei polloni della cv suscettibile si infetteranno e saranno infettivi. noi dobbiamo limitare la circolazione del batterio anche per ridurre il rischio di possibili mutazioni e perdita potenziale oltre che di altre colture anche delle forme di resistenza trovate fino ad oggi. Per quanto riguarda le selezioni ci sono diverse migliaia di semenzali in via di caratterizzazione e altri in fase di innoculo avanzata (ce ne sono alcuni che con innoculo in laboratorio, dopo due innoculi e relative analisi dopo 6 mesi risultano ancora non infetti e si sta vagliando anche una possibile immunità tutta da dimostrare).
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da christian » giovedì 27 giugno 2019, 14:25

Per cura, pensavo più a qualche cosa tipo come avviene negli agrumi dove il portainnesto rendeva l'innesto immune o qualche trattamento sistemico da applicare sul singolo soggetto.
Da quello che ho letto può attaccare anche altre piante anche se con sintomi minori, quindi mette a rischio un intero ecosistema non solo gli ulivi.
E' una situazione abbastanza drastica, tra questo e l'HLB pare che tra qualche decennio si dovrà ricominciare da capo un pò con tutta l'agricoltura.
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » giovedì 27 giugno 2019, 21:00

l'unica cosa che pare funzioni sia l'innesto con le varietà resistenti. il batterio crea ostruzioni a livelli di piccioli e di branchette. il vettore è un insetto che punge la parte aerea, sebbene il tronco mantenga una buona funzionalità. ecco perchè i leccini innestati in tempi non sospetti in zona ad alta intensità di innoculo sono vivi e vegeti. Purtroppo è avvenuta la stessa cosa in Costa Rica con le piante di caffè. Oggi in quel paese non esiste più una pianta di caffè che non sia resistente o tollerante al batterio.
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da Alexstra » venerdì 28 giugno 2019, 10:33

kller ha scritto:
giovedì 27 giugno 2019, 11:41
Nella foto in allegato una fs-17 di 18 anni in un sesto di 600 piante/ha in agro di Molfetta (ba)
Grazie per la foto, come produzione invece cosa mi puoi dire in sesto tradizionale? Kg olive? Resa olio?
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Re: Nuovo impianto di ulivo

Messaggio da kller » venerdì 28 giugno 2019, 13:03

L'olio non l'ho assaggiato, ma ho sentito sempre pareri discordanti. È una cv di difficile lavorazione perché se si raccogkie matura la drupa è molto delicata. Da non sottovalutare il fatto che nella raccolta meccanica, alle nostre latitudini devi tenere in conto che la pianta è in succhio e quindi devi trovare uno bravo con il trattore. La resa in olio in oliveti non irrigui si attesta sul 15% per fs-17 e 8-10 per leccino, questo se vuoi fare un prodotto di qualità. Ecco perché ti consiglio di aspettare le prossime cv resistenti, che sicuramente possono essere superiori, nonché aiutare a completare i profili sensoriali di queste 2 cv
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