Olivo dolce Nolca

Gestione dell'oliveto e del vigneto, e lavorazione dei loro prodotti.
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gugly
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Olivo dolce Nolca

Messaggio da gugly » sabato 19 maggio 2018, 21:28

Salve a tutti,
volevo sapere se qualcuno del forum coltiva questa varietà di ulivo,Io ne ho avuta regalata una pianta e mi hanno detto che le olive si possono mangiare appena raccolte dalla pianta se ben mature oppure si possono friggere.

qui di seguito un link che la descrive:

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kller
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da kller » giovedì 31 maggio 2018, 9:48

ciao se la fai in salamoia, escono delle ottime olive da aperitivo, servite con il limone. oppure le puoi usare per fare il baccalà con pomodoro e olive, soffritto di olive e tanto altro.
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gugly
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da gugly » giovedì 31 maggio 2018, 12:06

Ciao @kller grazie , quando entrerà in produzione farò sicuramente le olive come mi hai consigliato. La pianta mi arrivata lo scorso inverno direttamente dalla Puglia, penso da un vivaio vicino a te. Che io sappia nessuno la coltiva in Sicilia e in particolar modo nella mia zona. Spero di poter gustare presto anchio queste speciali olive anche se questo è il primo anno dell'impianto.
un caro saluto, gugly :D
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da kller » venerdì 1 giugno 2018, 11:22

guarda, dalla puglia devi stare attento. piante ospiti della xylella st53 possono fare grandi danni. l'st53 infetta anche il pecan e la lista degli ospiti e' destinata a crescere. il batterio e' una pestilenza nel vero senso del termine. quindi vi invito a non rischiare a prendere piante ospiti da qui.
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gugly
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da gugly » venerdì 1 giugno 2018, 12:47

Hai ragione @kller non ci avevo pensato alla xylella ma mi è arrivata la piantina come regalo da parte di un mio amico pugliese e non potevo rifiutarla.Comunque l'ho piantata in un luogo molto distante da altri olivi , ci sto molto attento, la pianta è sana, se dovessi notare tracce del batterio la distruggerò col fuoco ;)
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Pancrazio
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da Pancrazio » sabato 2 giugno 2018, 11:53

Ci mettono fino a due anni a manifestare i sintomi e le sputacchine sono molto mobili. Just saying.
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gugly
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da gugly » sabato 2 giugno 2018, 13:05

ok Grazie @Pancrazio :cry: se è così dovrò distruggerla subito :cry:
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da Pancrazio » sabato 2 giugno 2018, 13:20

Purtroppo la situazione in puglia è diventata molto grave.
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da kller » domenica 3 giugno 2018, 22:03

io personalmente che vivo qui, ancora nella zona indenne, mi sto portando avanti con il lavoro per quando arriverà qui- purtroppo al momento le cultivar piu resistenti sono il leccino e la Fs-17 ma ciò non significa che non possano essere infettive. Tuttavia la resistenza alla xylella è presente nel germoplasma dell'olivo. fino d oggi anche gli innesti di leccino su portainnesto infetto (purtroppo la xylella la si ritrova anche nelle radici), tuttavia, il danno lo produce sulle foglie e sui piccioli, dove trovandosi nel posto piu ricco di zuccheri e linfa elaborata, può proliferare, causando l'occlusione dei vasi xylemici esattamente come avviene per il colesterolo con le arterie. Sebbene nel lungo periodo non abbiamo dati, i progressi fatti negli ultimi 4 anni lasciano ben sperare nella ricerca sia di cultivar resistenti (l'olea europea sebbene piu che una specie sia una sola pianta, è presente in oltre 2600 cultivars diffuse localmente nei posti di produzione). una cosa è certa si potrà convivere, ma gli alberi secolari di quasi tutta europa pian piano cadranno, salvo che gli innesti non riescano a reggere nel lungo periodo (purtroppo la xylella è stata studiata solo negli ultimi 4 anni in maniera piu esaustiva, nel grande laboratorio a cielo aperto che è il salento, e dove tutto il mondo della ricerca sul batterio si sta concentrando. La xylella presente in puglia colpisce anche il pecan, e tante altre piante, quali l'asparago selvatico (asintomatico), l'oleandro (presente in tutte le autostrade dove la manutenzione del verde viene fatta mai...) ciliegio (i sintomi si manifestano a fine estate ma non dovrebbe morire) e finanche il rosmarino. in sostanza il batterio viene innoculato e qualsiasi specie riesce a colonizzare la colonizza.
Io ad oggi sto selezionando diversi semenzai fruttiferi (eredi genetici delle cultivar locali) e che di queste potrebbero contenere oltre che alla resistenza (diciamo che la cultivar locale piu diffusa ha già un accenno di resistenza, ma certo non vive nelle migliori condizioni possibili), anche le caratteristiche organolettiche. Ci sono già alcuni semenzai selezionati in zona infetta figli di cellina di nardò, confermati da analisi genetica, che sono xylella free e fanno olive simili (la cellina è cultivar piu suscettibile assieme all'ogliarola di cui vedete i sintomi in Salento, causando la morte della pianta in circa un anno). per verificare se una cultivar è suscettibile, nei campi sperimentali, innestano sui portainnesti infetti, la cultivar da testare, se questa cresce senza sintomi o con pochi sintomi, ma riesce a crescere, allora è resistente, altrimenti muore. Questo si chiama il Quick Susceptibility Test.
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Re: Olivo dolce Nolca

Messaggio da kller » domenica 3 giugno 2018, 22:05

gugly ha scritto:
sabato 2 giugno 2018, 13:05
ok Grazie @Pancrazio :cry: se è così dovrò distruggerla subito :cry:
non solo lei, anche tutte le piante che possono essere ospiti nel raggio di 100 mt per essere sicuro. Comunque da quest'anno le specie ospiti della zona indenne, devono avere almeno 2 monitoraggi l'anno e non possono essere vendute prima che arrivi l'ok dagli esami. Evitare piante anche come la polygala myrtifolia, coffea e oleandro (di queste due specie vengono respinti dalla dogana ue un sacco di esemplari infetti, ma uno uno prima o poi sfugge, ed è sfuggito). per tutte le info potete consultare anche Per vedere i link effettua il login! - Please Login to see links!. E' inutile dire che, sperare è attesa vana, la cura una cosa non sensata (visto l'impatto del vettore e la quantità di specie ospiti la pianta si infetterebbe nuovamente ogni 3x2, e basta una gelata per mandarla caput). Tutte le sciamanate dai concimi macrobiotici della val d'aosta fino alla pentolaccia di calce e rame sono perfettamente inutili, possono prolungare l'agonia ma il saldo vegetativo è sempre in negativo, ergo sono destinate comunque a capitolare, al posto di 8 mesi ce ne mettono 10, 12 anche qualche anno ma poi caput. al momento quindi gli scenari possibili per il futuro sono 2 o il reinnesto, se questo dovesse dare risultati scientifici validati, oppure la sostituzione con impianti intensivi da diradarsi nel futuro o da reimpiantarsi nel caso anche leccino favolosa o altre cv, nel lungo periodo dovessero cadere o perdere produttività. Per vedere i link effettua il login! - Please Login to see links!
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