Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

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Pancrazio
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Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Pancrazio »

Ho trovato questo paper che parla dell'impiego di un interstock di Flying Dragon per ridurre le dimensioni degli agrumi innestati su swingle.
Beh, Posto che l'agrume innestato su swingle sia alto 100 e quello innestato su FD sia alto 10, un agrume innestato su swingle con interstock di FD è alto 45, che mi pare un interessante compromesso anche in considerazione che swingle può essere usato su altra tipologia di terreni.

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Filippo
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Filippo »

Molto interessante. Grazie mille!
Scipio
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Scipio »

Interessante davvero anche se c'è solo il sommario e non è di pubblico accesso: in pratica dice che il Poncirus trifoliata var. monstrosa (flying dragon) è l'unico portinnesto veramente naninzzante sugli agrumi e nella loro comparazione hanno che lo Star Ruby innestato direttamente su Swingle si è sviluppato al 65.3%, lo Star Ruby su Swingle ma con l'intermezzo di Flying Dragon al 45.8%, mentre lo Star Ruby direttamente su Flying Dragon al 14.7%.
Peccato che sia uno studio limitato a quelle varietà citate e non più ampio e consultabile.
Scipio
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Scipio »

Ho trovato un altra pubblicazione abbastanza interessante su researchgate (sono iscritto e magari riesco a leggerlo se mi rispondono), sempre al riguardo di studi comparati su una varietà di portinnesti molto ampia come supporto per quanto riguarda due varietà produttive di pompelmo (ruby red e marsh).

Lo studio è stato effettuato sulla produzione cumulativa di 5 anni in Iran e sembra abbastanza affidabile dato che nasce dall'esigenze agronome di trovare un sostituto analogo per qualità e quantità di produzione all'arancio amaro ma resistente alla tristeza e in maniera abbastanza sorprendente fra tutti i candidati si rivela il volkamenriano come sostituto più vicino (oltra a dare i solidi solubili totali più alti dà anche la più bassa acidità al frutto) e invece si rivelano abbastanza inferiori i vari ibridi di trifogliato. Putroppo essendoci solo il sommario non ci sono i dati e bisogna andare in fiducia.

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Lory
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Lory »

Molto interessante @Scipio fra l'altro grazie per la tua mappa dei terreni dell'Emilia Romagna, veramente utilissima!!
Lorenzo
Scipio
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Scipio »

Figurati, dobbiamo ringraziare la regione... :oops:
..mi piacerebbe molto che altre regioni d'italia facessero qualcosa del genere nei siti locali, un'altra mappa che apprezzo molto ma mi spiace sia limitata solo a noi è quella che trovi cercando sentieriweb (mi piace fare escursioni).

Nel fine settimana ho fatto un po' di letture tecniche e vi segnalo un paio di pubblicazioni che ho trovato molto interessanti perché liberamente consultabili, relative ai principali portinnesti e che trattano caratteristiche complementari.
[Per vedere i link effettua il login!] sulla sensibilità alla clorosi ferrica al crescere del pH nel terreno (7-8-9) dei semplici portinnesti: dove risulta chiarissimo il vantaggio dell'arancio amaro che non ha problemi ad assimilare il ferro anche fuori dall'intervallo subacido, leggermente sensibili il mandarino cleopatra (uno dei genitori del noto forner-alcaide), il troyer, il macrofilla, il limone rugoso, poi con poca sensibilità lo swingle e il limone volkamer, poi mediamente sensibile il carrizo ed infine molto sensibili il trifogliato e la sua variante flying dragon, che sono quelli che mostrano i sintomi più intensi di carenza in assimilazione su suoli alcalini.
[Per vedere i link effettua il login!] per pompelmo marsh seedless su di un numero di portinnesti ancora più ampio (13, compresi i già citati) con una completezza di dati incredibile: per ogni combinazione hanno registrato le medie di vigore, produzione e resa degli impianti per anno fra 1982-1990, diametro del frutto, peso del frutto, spessore della buccia, quota di succo, rapporto solidi solubili e acidità.
Vi riassumo brevemente: come quantità di succo ne vengono fuori bene arancio amaro, morton, swingle, come dolcezza in testa morton, limone rugoso, limone volkamer, come spessore della buccia taiwanica, amblycarpa, yuma, limone rugoso, come produttività palestina, estes, limone rugoso, volkamer.

L'interesse è abbastanza ampio in ambito accademico (si capisce considerata l'importanza agricola delle culture) e si trovano parecchi studi fatti bene devo dire.
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Pancrazio
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Pancrazio »

Beh, gli agrumi sono forse la coltura da frutto con areale più ampio, e sicuramente uno dei frutti più importanti, sicuramente ci sono un sacco di informazioni. Per le colture principali è generalmente così. Diventa difficile quando si fanno domande molto specifiche tipo: quali sono le cultivar di pero che fanno meglio quando innestate su amelanchier canadensis?
Alcune cose confermano certe cose che ho notato anche io, ad esempio i poncirus nel mio terreno (che stimo con un pH di circa 7,5) ha dei problemi di clorosi se lasciato a se stesso. L'arancio amaro sarebbe l'ideale ma oggi con la tristezza chi lo può usare più? Il volkameriano è quello che oggi usa tintori come standard, trovare piante non è difficile. Purtroppo secondo me per chi coltiva in climi più freddi è difficile prescindere dal poncirus, che è l'unico che può indurre uno stato di simil dormienza.
Quello che non si condivide, si perde.
Scipio
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Re: Interstock negli agrumi per ridurne le dimensioni

Messaggio da Scipio »

Sì appunto come dici tu vanno valutati vari elementi, non esiste il compromesso perfetto. Come hai detto pure tu molte volte anche considerare l'arancio amaro in certe situazioni non sarebbe sbagliato. L'importante è sapere le ragioni per cui può convenire uno o l'altro, e questo oggi grazie all'enorme scambio di informazioni possiamo valutarlo in maniera abbastanza democratica tutti.

Per tornare a quello che fai notare, ho letto anche un parere di un vivaio (bisognerebbe trovare una pubblicazione anche su quello :lol: ) che dice che in effetti la dormienza avviene principalmente con trifogliato e swingle, già meno con carrizo e troyer, praticamente per nulla con volkameriano, jambhiri (limone rugoso), macrofilla.

In aree climatiche fredde come Italia settentrionale e appennini questo è il principale limite per la coltivazione che non sia in vaso movibile. D'altra parte alla luce delle precedenti ora capisco perché per chi vende probabilmente più piante d'impianto o più al centro-sud proponga comunemente il volkamer.

Inoltre, si vede bene anche dalle vecchie segnalazioni che avevate fatto su questo forum, che la scelta dei portinnesto nei vivai è cambiata nel tempo dal più "ornamentale" macrofilla di 4 anni fa, probabilmente seguendo la moda delle vendite anche fuori dall'areale vocato, d'altronde è una pressione del mercato anche l'acquisto amatoriale.

PS: Ho trovato una versione liberamente consultabile dello [Per vedere i link effettua il login!] che citavo all'inzio, i dati mediati sulla produzione dei 5 anni hanno la medesima tendenza di quelli dello studio del 1993 soprattutto nel caso del marsh seedless (stessa varietà considerata nell'altro) con lo star ruby c'è qualche leggera variazione e hanno determinato anche la quantità di vitamina C media in base al portinnesto.
Su marsh seedless: arancio amaro, cleopatra, swingle confermati per quantità di succo, swingle, cleopatra, volkamer emergono nel rapporto solidi/acidità con il volkamer che ha la più bassa acidità indotta, per l'acido ascorbico cleopatra, arancio amaro, swingle, per pezzatura dei frutti volkamer, troyer, arancio amaro, per spessore buccia sempre volkamer negli altri variabilità accentuata tra i due pompelmi. Vince di gran lunga per le rese produttive relativizzate al vigore il volkamer. Cosa importante da notare il terreno su cui sono stati condotti gli studi è molto al limite e può spiegare in parte i risultati: pH 8 in terreno argilloso limoso, praticamente la pianura padana! :lol:

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